
Roomify: interior design AI che trasforma planimetrie e descrizioni in scene 3D interattive in tempo reale. Motore di validazione geometrica, NLP e rendering deterministico combinati in un unico strumento.
Executive Summary
Roomify è uno studio di interior design guidato dall’intelligenza artificiale: descrivi la stanza in linguaggio naturale o carica la foto di una planimetria, e l’app arreda una scena 3D in tempo reale con un motore di validazione che garantisce geometria e collisioni sempre corrette.
Problema
Gli strumenti di interior design oggi costringono a scegliere tra CAD 3D manuali, lenti e complessi, oppure generatori di immagini AI che producono render suggestivi ma non editabili, senza misure reali e senza garanzia che i mobili non si sovrappongano o escano dalle pareti.
Soluzione
Roomify separa l’intento (deciso dall’AI) dall’esecuzione (calcolata da un motore deterministico): il linguaggio naturale viene tradotto in istruzioni strutturate, verificate da un motore di validazione geometrica prima di modificare la scena 3D. Una modalità separata trasforma la foto di una planimetria 2D in una scena 3D arredata, stanza per stanza.
Risultati
- 13 controlli end-to-end automatizzati (health, turno di chat AI, validazione input, CRUD progetti, collaborazione in tempo reale, scarto comandi non validi)
- 0 oggetti in posizione non valida: ogni modifica passa da un motore di validazione geometrica
- Import planimetria: da una foto 2D a una scena 3D con le pareti allineate alla pianta originale (18 m² nel test di riferimento, scala dedotta dalle quote stampate con affidabilità 100%)
- Fallback offline: l’app resta utilizzabile anche senza un provider AI attivo
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Descrizione del progetto
Roomify è uno studio di interior design guidato dall’intelligenza artificiale: l’utente descrive la stanza in linguaggio naturale (italiano o inglese) e l’applicazione aggiunge, sposta e modifica i mobili in una scena 3D in tempo reale.
Il progetto esplora un principio architetturale preciso: l’AI decide solo l’intento; geometria, collisioni e posizionamento sono calcolati da un motore deterministico, separato e testabile in isolamento quindi nessun oggetto può mai finire in una posizione non valida, indipendentemente da cosa “immagina” il modello linguistico.
Roomify include anche una seconda modalità, separata da quella conversazionale: l’importazione di una planimetria. Da una singola foto, un modulo di visione artificiale riconosce stanze, muri e se richiesto gli arredi presenti, che l’utente può correggere prima di generare la scena 3D.
Il Problema
Chi deve arredare o presentare uno spazio rivenditori di mobili, interior designer, agenzie immobiliari, architetti oggi sceglie tra due estremi:
- Software CAD 3D professionali: precisi ma lenti da imparare e da usare per iterare rapidamente su un’idea
- Generatori di immagini AI: veloci e suggestivi, ma producono immagini statiche non editabili, senza misure reali e senza alcuna garanzia che l’arredo generato sia disponibile o che stia in quello spazio
Manca una via di mezzo: la velocità del linguaggio naturale con l’affidabilità geometrica di un CAD.
La Soluzione
Roomify introduce un’architettura a due binari: intento (probabilistico, gestito dall’AI) ed esecuzione (deterministica, calcolata da motori dedicati).
1. L’AI decide solo l’intento
La chat non genera direttamente la scena: interpreta la richiesta dell’utente e la traduce in un’istruzione strutturata, verificata prima di essere eseguita. L’AI non calcola mai coordinate, geometria o collisioni decide solo cosa l’utente vuole fare.
2. Motore di validazione geometrica
Ogni modifica alla scena passa da un motore di validazione dedicato: se la posizione non è valida, la modifica viene rifiutata e l’interfaccia lo segnala con una spiegazione, l’AI non può mai forzare un posizionamento scorretto.
3. Import planimetria
Una modalità separata converte la foto di una planimetria 2D in una scena 3D arredata: un modulo di visione artificiale riconosce la disposizione degli ambienti, l’utente corregge il risultato in un editor di revisione direttamente sull’immagine originale, poi un motore dedicato ricostruisce muri, porte e arredi stanza per stanza.
4. Disposizione da arredatore
Quando la posizione non è specificata, il sistema applica criteri da interior designer: letti, divani, librerie e credenze contro una parete rivolti verso la stanza; lampade e piante negli angoli; tavoli e tappeti al centro.
Approccio Tecnico
Roomify è costruito attorno a una separazione netta tra la parte creativa, affidata all’AI, e quella esecutiva, affidata a motori deterministici:
- Interfaccia 3D interattiva nel browser, in tempo reale, senza plugin né download
- Motori isolati e testabili: la logica di catalogo, posizionamento e validazione è separata dall’interfaccia utente, per un sistema affidabile e facile da estendere
- Orchestrazione AI multi-provider: il sistema può appoggiarsi a diversi modelli linguistici e continua comunque a rispondere, con un fallback più semplice ma mai bloccante, quando l’AI non è disponibile
- Collaborazione in tempo reale tra più utenti sullo stesso progetto
- Persistenza flessibile ed export per viewer 3D/AR
Risultati
Lo stato attuale del progetto (5 fasi di sviluppo completate più estensioni):
- 13 controlli end-to-end automatizzati che coprono l’intero flusso: dalla chat AI alla gestione dei progetti, dalla collaborazione in tempo reale al rifiuto dei comandi non validi
- Catalogo iniziale di 11 arredi pronti all’uso, zero setup richiesto
- Import planimetria verificato: nel test di riferimento, una foto di piantina ha generato una stanza di 18 m² con le pareti allineate esattamente alla pianta originale, verificabile perché l’immagine di partenza resta proiettata sul pavimento della scena 3D, con scala dedotta dalle quote stampate sulla pianta (affidabilità 100%)
- Collaborazione in tempo reale multi-utente sullo stesso progetto
- Nessun blocco: se il provider AI non è disponibile, il sistema continua a rispondere in modo affidabile
Filosofia del Progetto
L’AI genera intento. Il motore decide la geometria.
Roomify non chiede a un modello linguistico di “immaginare” dove va un divano in metri e centimetri, i modelli falliscono sistematicamente sulle coordinate assolute. Gli chiede invece di riconoscere cosa l’utente vuole, e lascia che sia un motore deterministico, verificabile e testabile a decidere dove quell’oggetto può stare.
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